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CARBS

Generalmente quando intervisto i miei pazienti, questi mi rispondono che se hanno già seguito una dieta, questa era priva di carboidrati. Quando dico loro che non c’è bisogno di eliminarli, ma che in realtà più si è vicini all’obbiettivo e più vanno mantenuti alti, rimangono sbigottiti.

Non sempre però mantenere alte percentuali di questo macronutriente è vantaggioso. In quali casi quindi è auspicabile ridurrre i carboidrati, e quando invece vanno mantenuti alti?
Dipende tutto dalla situazione metabolica del soggetto e dalla fase del dimagrimento in cui si trova. Più è alta l’insulino-resistenza, che di solito combacia con una maggiore percentuale di massa grassa, e meno carboidrati il soggetto può tollerare. Viceversa, più siamo vicini al peso forma e maggiore sarà la quota di carboidrati.

Nel percorso nutrizionale si partirà dunque con una lieve riduzione dei carboidrati se il soggetto è in abbondante sovrappeso, e insulino-resistente, per poi mantenere una percentuale più elevata, riducendo invece la quota lipidica che in presenza di tanti carboidrati può ostruire le vie metaboliche rendendo più difficile il dimagrimento. Una quota maggiore di glucidi complessi è fondamentale per mantenere alti i livelli di leptina e diminuire la sensazione di fame, aumentando inoltre la termogenesi nei mitocondri da parte delle proteine disaccoppianti.

Questo si traduce in una maggiore produzione di calore e dunque in un metabolismo più elevato. I carboidrati sono dunque molto importanti sia metabolicamente che psicologicamente, dando sostenibilità ad un percorso terapeutico che specialmente in persone sedentarie e con abitudini alimentari errate, diventerebbe difficile da seguire a lungo termine.

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