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Il Cioccolato

Qualcuno lo vieta, altri lo osannano. Ma in realtà è un prodotto salutare o è meglio evitarlo? Per capirlo occorre fare un po’ di chiarezza sulle proprietà del cioccolato, analizzandone gli aspetti positivi e quelli negativi.

Il gusto dolce e la consistenza altamente palatabile fanno sì che il cioccolato sia un alimento particolarmente gradito in tutte le fasce di età. Ma non tutte le tipologie sono uguali. La maggior parte è ricca di zuccheri e grassi il che lo rende un prodotto da consumare sempre con moderazione, avendo una elevata densità calorica. E’ composto generalmente da polvere di cacao o pasta di cacao, burro di cacao, zucchero e aromi, in concentrazioni diverse a seconda del tipo preso in considerazione.

Il cacao è ricco di flavonoidi, potenti antiossidanti particolarmente benefici che migliorano il sistema cardiovascolare e l’effetto dei radicali liberi, diminuendo l’infiammazione sistemica e riducendo il rischio di formazione tumorale. Contiene inoltre in piccole quantità caffeina e teobromina, sostanze stimolanti che possono causare ipersensibilità nei soggetti predisposti e causare disagi in persone con aritmia o tachicardia, o reazioni cutanee pseudoallergiche.  Il cioccolato inoltre rilassa lo sfintere esofageo superiore peggiorando i sintomi di gastrite, ernia iatale e malattia da reflusso gastroesofageo ed è pertanto controindicato in chi soffre di tale disturbo. Dato il contenuto di ossalati va limitato anche nei soggetti con osteoporosi (perché diminuisce l’assorbimento intestinale di calcio), e nei soggetti predisposti ai calcoli di ossalato perché ne aumenta il deposito.

Per quanto riguarda invece i grassi del cioccolato, essi sono costituiti in pari quantità da acidi grassi ipercolesterolemizzanti, ipocolesterolemizzanti e neutri. Questo significa che non incidono negativamente sulla quantità di colesterolo ematico.

Vediamo le categorie di cioccolato più diffuse:

  • Cioccolato al latte: E’ la versione più comune e anche più vendibile, dato il costo limitato e il gusto spiccatamente dolce. La percentuale di cacao è bassa e a la maggior parte del prodotto è costituita da zuccheri e burro di cacao. Dal punto di vista nutrizionale non si differenzia troppo dalle comuni merendine e dalla classificazione di cibo spazzatura.
  • Cioccolato bianco: Anche questo contiene zucchero, burro di cacao e sostanze derivanti dal latte, ma a differenza del precedente non contiene polvere di cacao e di conseguenza la sua concentrazione di antiossidanti è pressoché nulla. E’ la versione meno benefica nei confronti dell’organismo.
  • Cioccolato fondente: In questo caso la percentuale di cacao comincia ad essere interessante e infatti più ci spostiamo verso il 70% di cacao, più avremo gli effetti sopracitati in quanto la concentrazione di flavonoidi, teobromina e ossalati è più elevata, mentre la quantità di zuccheri diminuisce in maniera proporzionale. Esiste anche la versione extra-fondente, ovvero quella con la maggiore quantità di cacao in commercio. Con percentuali che si approssimano intorno all’80-90% di polvere di cacao rappresentano la qualità di cioccolato più ricca in flavonoidi e con meno zucchero, caratteristica che lo rende anche il più amaro.

In conclusione si può affermare che il cioccolato non è un alimento da eliminare, ma da considerare un valido alleato nella dieta, se consumato con moderazione, nelle quantità previste dal nutrizionista.

La scelta deve ricadere sempre sul cioccolato fondente in quanto è l’unico in grado di apportare benefici più evidenti sulla salute, scegliendo il giusto compromesso fra gusto e percentuale di cacao. Per gli amanti dei gusti forti è indicato in maniera netta l’extra-fondente per qualità e benefici. Nel caso di patologie (come quelle sopracitate) o ipersensibilità al cacao è meglio rivolgersi sempre ad un professionista che valuti se è necessario evitare di assumerlo o limitarlo.

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